Musulupa: cibo, rituale e arte

Come si diceva nel post precedente per le Cuddure pasquali (qui), anche la musulupa è un cibo rituale dalla forte valenza simbolica, anch’essa messaggio d’amore beneaugurante oltre che parte di un’incredibile opera di espressione artistica.

Nel periodo pasquale è usanza antica nell’area grecanica preparare questo formaggio che sembra un amuleto: ciò che rimane della preparazione di altre forme viene versato in uno stampo, la musulupara, per avere una sorta di toma da consumare fresca, a pezzetti rosolati da unire alla frittata e alle altre colazioni della pasquetta.

Tradizionalmente era il dono che il promesso sposo faceva alla sua donna, proprio nel periodo di Pasqua, quando la fine della Quaresima veniva festeggiato auspicando nuova rinascita, fertilità e amore.

Lo stampo è un intaglio di legno di gelso e rappresenta una figura femminile o una forma circolare simile ad una mammella, entrambe finemente ornate di piccole geometrie di stile greco e da una croce bizantina.

Ho conosciuto Marcello Manti nella sua Osteria Museo “Il tipico calabrese“, scoprendo che, oltre ad essere un oste di profonda cultura, è uno degli ultimi intagliatori di musulupare.

Ne sono rimasta incantata.

 

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