Polpette di melanzane, estate calabrese

D’estate a casa dei miei nonni si cenava sotto la grande veranda. A fine pasto, dopo aver chiacchierato tutti insieme, l’ultima parola ce l’aveva sempre mia Nonna Pina. Qualunque fosse l’argomento dibattuto in quel momento, la chiosa era sempre la stessa: <<beh, domani chi mangiamu?>>

La preparazione del cibo in Calabria ha sempre scandito il tempo – d’estate ovviamente si andava al mare, per noi più piccoli era quello l’unico senso della giornata! Per le donne di casa invece il planning era rigorosamente dettato dalla decisione del menu, a cui si pensava con largo anticipo e la cui preparazione condizionava le attività di tutta la famiglia, per avere una timeline perfetta della giornata seguente. Project Management ante litteram.

Svegliarsi alle 10 e fare colazione con l’odore di cucinato, di fritto, non era così raro per noi piccoli di casa. E si scendeva in spiaggia solo quando nonna finiva in cucina. Noi già pronti col costume e la borsa con le pinne da ore, scattavamo non appena nonna dalla cucina si spostava nella sua camera per indossare costume e prendisole.

Il menu estivo era affare importante dunque, ma la decisione non comportava un tempo così lungo, dato che l’ingrediente principale era spesso lei, la mulingiana.

Da giugno a settembre infatti era la melanzana la regina della tavola, preparata in duemilamilioni di modi.  Tra le donne di famiglia ognuna aveva la sua specialità: Mamma imbattuta nella preparazione delle melanzane sott’aceto con la menta, Zia Maria specialist per la Parmigiana, Nonna Pina record mondiale di melanzane sott’olio.

Il trio maravigghia sopra citato a inizio estate acquistava al mercato cassette intere di melanzane, 20/30 chili, perchè oltre ai pranzi e cene quotidiani c’era da pensare all’inverno e quindi meravigliosi buccacci di delizie sottolio venivano preparati proprio durante quelle attese mattutine, fatte di film in bianco e nero alla tv col costume addosso, inebriati dei profumi provenienti dai fornelli.

Oggi sono stata da Marisa, l’amica di mia madre che vive in campagna; abbiamo raccolto le melanzane direttamente dal suo orto, insieme al basilico, e le abbiamo trasformate in polpette tra una chiacchiera e l’altra: un piatto delizioso! Grazie anche a Cornelia, che ha supervisionato il tutto. Ci siamo divertite 🙂 Ecco a voi ricetta e un piccolo reportage…

Procedimento per 1 Kg di Melanzane:

Lavare le melanzane. Se si tratta di raccolto di inizio stagione, procedere alla preparazione mantenendo la buccia. Se siamo già a inizio settembre le melanzane avranno buccia più dura, quindi più amara, ed è preferibile sbucciarle.

Tagliare a pezzettoni e mettere a bollire in acqua salata per 15 minuti circa (la prova della forchetta è sempre la migliore, spegnete quando si lasciano infilzare).

Mettere le melanzane a scolare in uno scolapasta, con un peso sopra, in modo che tolgano tutta l’acqua che contengono.

Avere le melanzane ben sgocciolate è importantissimo! Se non basta il peso, è consigliabile passarle in un canovaccio e strizzarle fino all’ultima goccia.

Una volta strizzate, tagliare a pezzettoni e unire agli altri ingredienti:

  • 1 uovo
  • 100 grammi di formaggio (parmigiano o pecorino a seconda dei gusti)
  • basilico tritato in abbondanza
  • 2 spicchi d’aglio tritati
  • sale qb
  • un dadino di caciocavallo a discrezione, da inserire in ogni polpetta
  • se l’impasto è ancora molle e acquoso, aggiungere pan grattato.

Amalgamare bene con le mani, quindi dare la forma e friggere. Passare un’ultima volta nello scolapasta e quindi nella carta assorbente. Servire calde o fredde è uguale, sono sempre buonissime.

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